ritengo che un genitore abbia il compito di indirizzare un figlio mostrandogli le possibilità di scelta che ha, dandogli il proprio parere magari, consigliandolo, sostenendolo, accompagnandolo se necessario solo nei primi passi, ma senza per questo imporre il proprio punto di vista o peggio, la propria decisione arbitraria.
Certo, se un figlio sbaglia palesemente, se prende una strada non sana, è dovere del genitore farglielo notare; ma tutto sta nel capire quando inserirsi nella vita dell'altro perchè il margine tra ciò che è evidentemente sbagliato e ciò che è sbagliato secondo me è davvero sottile.
Bisogna che si lasci ai figli la possibilità di camminare da soli, di compiere delle scelte autonomamente, perchè altrimenti non sapranno reggersi sulle proprie gambe, cadranno e rimarranno frustrati nel mondo del lavoro, nei rapporti interpersonali, quando ormai sarà troppo tardi per imparare a camminare.

1 commento:
Sai, mi verrebbe da dire che è vero, in questo mondo siamo soli, che prima impariamo a camminare, e prima sapremo correre; ti direi che a questo mondo tutti hanno le stesse possibilità di tutti, perciò chi vince è il più veloce, o il più scaltro, o perchè no, il più forte.
Ma non direi il giusto. In questo mondo non siamo soli, ci sono la famiglia, gli amici, gli amanti, pronti, all'occorrenza e senza diventare espansivi, a reggerci le gambe quando ci tremano e a porci la mano quando cadiamo.
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